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Personaggi Illustri
A Siderno sono nati e hanno avuto la prima formazione alcuni personaggi che, in epoche diverse, hanno caratterizzato gli ambienti professionali, artistici, religiosi e accademici della Nazione. Nei secoli scorsi, e fino alla prima metà del 900, per una èlite di giovani sidernesi (come per altri calabresi) desiderosi di continuare e perfezionare gli studi, grazie anche all’assistenza economica della Chiesa, la Regia Università di Napoli fu un cenacolo eccezionale, per qualità di insegnamento e per rigore morale, che esaltò le loro vocazioni scientifiche e letterarie, con esiti spesso eccezionali. Siderno pagò anche un tributo al Risorgimento italiano, con la morte del giovane ribelle di vaga ispirazione cattolica giobertiana Michele Bello, nato ad Ardore da una nota famiglia sidernese nel 1822, fucilato con altri quattro suoi compagni di eversione, dopo un rapido processo, per ordine delle autorità borboniche a Gerace nel 1847. Nella Prima Guerra Mondiale decine di sidernesi, con gradi diversi, morirono sul campo di battaglia: i loro nomi sono scolpiti nel Monumento ai Caduti. Nella seconda guerra mondiale, cadde nella battaglia di Tobruk del 1941 il giovane tenente Francesco Alvaro. Dopo la rottura italiana dell'Asse nel 1943 in seguito all’Armistizio con gli Anglo-americani, a Cefalonia cadde combattendo, nel massacro dei nostri militari compiuto da truppe tedesche ex alleate, anche un altro sidernese, il tenente Ugo Correale-Santacroce.
1500 - 1800
Donato Pullieni de' Lupari (Siderno 1570-’75 - ?), abate celestino nella Chiesa di Santo Stefano a Bologna, professore di “lettere divine ed umane”, di diritto canonico, storico e scrittore. Studiò a Gerace e giovane entrò nell’Ordine dei Celestini, congregazione di monaci benedettini, trasferendosi poi a Bologna, dove approfondì gli studi teologici, filosofici, matematici, storici e soprattutto astrologici (la sua passione). Visse molti anni presso il convento annesso alla Chiesa di Santo Stefano, di cui nel 1600 pubblicò per i tipi di Giovanni Battista Bellagamba la storia interamente in lingua italiana (un raro impegno tra i letterati di quell’epoca, che usavano scrivere le opere dotte in latino). Si trasferì successivamente a Venezia e a Chieti e, intorno al 1609, a Napoli, nel monastero di Casaluce, di cui scrisse la storia nel 1623. Qui divenne “seniore” dei Celestini ed acquisì il titolo di barone di Casaluce. Pubblicò libri di teologia, di matematica e di astrologia anche con lo pseudonimo di Ferdinando da Diano. Non si conosce con precisione l’anno di nascita, né il luogo e l’anno in cui morì.
Paolo Piromalli (Siderno 1592 - Bisognano 1667), frate domenicano, missionario in Armenia e in Persia, arcivescovo di Naxivan in Armenia e di Bisignano, autore di una grammatica e di un dizionario armeno, traduttore di libri sacri armeni, studioso di botanica e di medicina. Fu discepolo di Tommaso Campanella, e si recò più volte nel carcere di Castelnuovo dove il filosofo era detenuto per colloquiare con lui, come attestò nel volume “De Libriis propriis” lo stesso Campanella il quale gli fece dono di sue opere in originale.
Michelangelo Macrì (Siderno 1760-1837), sacerdote, filologo, letterato, socio dell’Accademia Pontaniana, della Real Accademia delle Scienze, della Accademia Ercolanese e dell’Accademia Florimontana Vibonese, redattore delle voci archeologiche del vocabolario della lingua italiana del Tramater.
Saverio Macrì (Siderno 1754-Napoli 1848), medico, professore di storia naturale, di zoologia degli insetti e dei quadrupedi presso l’Università degli Studi di Napoli, autore di testi scientifici, Rettore della Regia Università di Napoli nel biennio 1838-1839.
Domenico Macrì-Correale (Siderno 1859-1904), sacerdote, poeta (sue opere tradotte in 24 lingue), formatosi alla Scuola degli Scolpi di Fiesole, fondatore e direttore della rivista Firenze Letteraria.



